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Storia > Fatti ed avvenimenti riguardanti Cavatore e la sua gente

>Relazione di D.E.M. Benzi riguardante presunte apparizioni di Maria SS.

Il 1° agosto il parroco di Cavatore stendeva la sua relazione a Mons. Vicario Capitolare.

Ad Maiorem Gloriam! Atto originale della mirabile apparizione di Maria SS. In compagnia di S. Maria Maddalena, incominciata il 26 Maggio 1871 e ripetuta più volte sino al giorno 31 luglio successivo.

N.B.: Se vi saranno altre apparizioni se ne farà apposita relazione per appendice al presente.

Cavatore 1 Agosto 1871 di mano del Parroco a ciò delegato. Originale destinato per Mons. Vicario Capitolare.

Relazione autentica dell'esame dei testimoni che asseriscono essere apparsa la Madonna S.S. nel luogo denominato Melazzini vicino a Cavatore e fini di Melazzo.

L'anno dei signore milleottocento settantuno ed alli trentuno del mese di Luglio nella Cappella di S. Bernardo sita in questi fini di Cavatore.

Sia noto che in seguito a delegazione del Rev.mo Monsignor Vicario Capitolare in forza di suo venerato rescritto delli 23 cadente Luglio io infr.o Parroco di Cavatore sono stato incaricato di assumere precise e giurate informazioni sulla verità dell'Apparizione straordinaria la cui notizia è ormai corsa anche nei paesi circonvicini nonché lontani di questa Diocesi seguita in queste Diocesi seguita in queste vicinanze e precisamente nel luogo denominato “Ai Melazzini” distretto parrocchiale di Melazzo, incominciato il giorno 26 maggio p.p., e ripetuta varie volte ancora nei giorni seguenti di Giugno e Luglio.

Quindi è che convocati li testimoni di vista nella cennata Cappella previo avviso, e dopo il canto dell'inno Veni Creator Spiritus, si è incominciato il seguente regolare esame nella sacrestia della medesima cappella, facendo premettere ad ogni speciale nome e deposizione il giuramento mediante la presentazione e tatto della mano destra del Vangelo di S. Giovanni.

Invitati ad accostarsi li testimoni, si presentarono in primo luogo:

Raineri Giovanna di Giovanni di anni 17 di Melazzo.

Campario Caterina di Pietro di anni 14 di Cavatore.

Moretti Giovanna di Vincenzo di anni 12 id.

Rapetti Lorenzo di Tomaso di anni 14 id.

Marcellina Venturina, allevata da Barisone Teresa di Cavatore

li quali prestato giuramento ed ammoniti dell'importanza dell'atto al quale si prestavano fecero tutti assieme e ciascheduno di loro la seguente narrativa:

Il giorno di Venerdì, 26 maggio ora scorso eravamo tutti assieme a pascolare i nostri bestiami nel bosco vicino (600 passi da S. Bernardo circa) denominati Melazzini proprietà del Sig. Avv. Gianoglio Giacomo di Cavatore, e Sig. Lorenzo Mignone ed Ivaldi Bartolomeo contermini, parimenti di Cavatore, quand'ecco, erano le ore sette del mattino circa, cominciò la Campario Caterina a vedere ed indicare ai compagni e parimenti noi tutti cominciamo a vedere una figura di Donna vestita di nero, coi capelli sparsi sulle spalle, la quale vista ci spaventò, e fece supporre che fosse una strega, a segno tale che Lorenzo Rapetti più coraggioso prese una pietra per andarla a cacciare di là, come egli disse. Fece alcuni passi, e poi essendogli scomparsa dagli occhi tornò indietro confuso e spaventato. Ciò accrebbe in tutti noi lo spavento e fuggimmo di gran lena ed andammo a raccontare il fatto ai nostri genitori. Giunta a questo punto la narrazione, lo scrivente interrogò il padre della Campario sulla verità del racconto per ciò che riguarda lo spavento della figlia quando giunse a casa, ed egli sotto vincolo di giuramento affermò essere vero che la figlia Catarina arrivò a casa costernatissima e risoluta di non più andare nei Melazzini al pascolo.

Invitati perciò li cinque testimoni presenti a continuare il loro racconto dissero i loro dialetto queste parole: “alla sera dello stesso giorno 26 maggio incoraggiati dalla Raineri Giovanna a ritornare sul luogo della visione (la cui madre aveale fatto supporre che forse era una visione di qualche anima che aveva bisogno di qualchecosa) ci riunimmo di nuovo tutti assieme e ci si aggiunsero Giovannino Ivaldi di Bartolomeo di Cavatore (del quale si parla in questo verbale) ragazzo di anni sette circa, e piano piano ci andavamo al luogo del primitivo spavento, con preconcetta intenzione di pregare, e pregando verificare la cosa. Avevamo detto appena qualche Salve Regina, quando vedemmo di nuovo una figura di donna che ci parve la Madonna SS. Stava seduta sopra una pianta di castagno quasi secca e cava pendente sopra una ritana. La Raineri però dice di averla veduta a terra a canto della pianta, e non seduta, ma in piedi. Interrogati sulla forma del vestimento ecc. li testi rispondono: “Aveva il vestito chiaro e i capelli sparsi giù dalle spalle ed un po' piegati sul petto. La Marcellina nota di averla veduta con la corona sul capo. Gli altri di non averla veduta la corona.

Questa nuova comparsa non ispaventò più li testimoni, ma li consolò ed invitati dalla Raineri, che loro facea da maestra essendo la più giudiziosa per età, tutti in ginocchio si misero a pregare.

Dopo aver pregato, interrogati che cosa fecero?...rispondono: “allora decedemmo accostarci, giacchè eravamo un po' lontani (circa 40 metri), facemmo alcuni passi, forse dieci o didici, non la vedemmo più. La Marcellina e Giovanni la vedevano però ancora, come dissero; e la videro partirsi dalla Castagna, e recarsi nella direzione d'oriente e poi fermarsi sopra un ceppo di castagno reciso forse l'anno passato, il quale ceppo dista dalla castagna sopranominato circa venti metri ed è nella proprietà di Bartolomeo Ivaldi padre di Giovannino. Continuando questi e la Marcellina a vedere (essi dicono la Madonna mentre gli altri non la vedevano più ed osservando che loro facea cenno colla mano di accostarsi, avendo la Marcellina detto alla Raineri che la madonna la chiamava colla mano, questa disse: “ebbene, va a vedere che cosa vuole. Andarono difatti la Marcellina e Giovannino e là giunti li vedemmo inginocchiarsi presso il ceppo di castagno, e stettero un poco, là come a pregare. Dopo un poco ritornano (sempre li testimoni che parlano) ritornano a noi tutti contenti e ci dissero queste cose.

A questo punto il Parroco esaminatore interpella la Marcellina ed avverte gli altri a star attenti se il racconto presente concorda con quello fatto subito subito...La Marcellina risponde così: La Madonna disse: fa qui (vicino e quasi a contatto del ceppo dalla parte di mezzodì) fa qui quattro croci col dito, e poi aggiunse: “dì a tua mamma (ossia nutrice ed educatrice, giacchè questa figlia è di genitori incerti) che ti insegni meglio le orazioni; ella te le mostra dicendo due o tre parole e poi si dorme.

...Perché questa mattina vi siete spaventati? Venite qua a pregar che vi troverete contenti.

Essendo giunto nel frattempo dell'esame dei cinque testimoni, condotto per mano da suo padre Bartolomeo, il piccolo Giovanni di anni sei circa, me lo feci accostare; ed accarezzatolo un poco io stesso parroco esaminatore gli dissi: ebbene è vero che hai veduto la Madonna. Egli risponde di sì. Ed i...ma la gente dice che non è vero! Ed egli: - Sì che è vero! Dove l'hai veduta? “L'ho veduta là quando vi era Marcellina. E' vero che Marcellina ha fatto le croci? - No! Hai sentito ciò che ha detto la Madonna a Marcellina? - No! Ed a te che cosa ha detto la Madonna? - A ma dic ca prega; e poi ha ma dic ca mustra a mi mama ch'lera que”. “Ho riportato le parole in dialetto, che valgono: mi ha detto di pregare, e poi mi desse che indicassi a mia madre che la madonna era qui”. Interrogai poi la Marcellina se ha sentito ciò che la Madonna disse a Giovanni, ella disse di no. Eppure erano l'uno costo all'altro. Interrogati poscia gli altri se sapessero ciò che la Madonna disse in quell'occasione ai due ragazzi, essi rispondeano di sì- Come fate a saperlo? Ce l'hanno detto loro subito subito quando sono tornati da noi!

E' da notarsi che la Marcellina dice di aver veduta la Madonna (dice sempre la Madonna) sette od otto altre volte, e che il giorno di Pentecoste le disse di portare e versare vicino al ceppo un po' di acqua benedetta e di lasciarne anche un poco in un bicchiere o simile vaso di poco conto. Ella una volta a questo proposito mi aggiunse che le raccomandò di portare un bicchiere rotto perché non lo portino via...Su questa circostanza io adesso non l'ho interrogata. (Questo è un secondo originale scritto in casa). Ora l'acqua benedetta la prese espressamente nella Chiesa Parrocchiale di Cavatore e la portò al posto indicato, dove si sta erigendo una cappella. Terminato questo esame dei primi testimoni sentiti tutti insieme perché tutti assieme si trovarono presenti alla prima apparizione del 26 maggio, fu chiamata in 2° luogo Maria Antonia Massini, nata Colonna fu Ignazio nativa di Ponti ed ora domiciliata in Acqui, moglie di Francesco Massini d'anni 29, la quale presta giuramento col toccare il Vangelo come sopra e dice ed attesta: “Avevo sentito dire che è comparsa la Madonna e subito mi sentii inclinata a fare una visita al luogo dell'Apparizione colla speranza di ricevere una grazia e son venuta il giorno 27 o 28 non so più preciso, di Maggio; e dopo aver pregato recitando il rosario, mentre leggeva le litanie dei Santi mi parve di vedere un'ombra vicino a quella pianta (la medesima di cui si parla nella deposizione dei 5 testi). Allora mi accostai alla pianta e seguitai le litanie e dopo un poco vidi la stessa ombra in figura di Donna più in giù a diritta verso occidente alla distanza di 40 metri circa, e precisamente presso quella pianta di albera bianca (pioppo). Quest'ombra parea mi invitasse colla mano ad accostarmi, ed io vi andai lasciando tutti li altri, e conducendo per mano la mia figlia – avea con me un cagnetto che mi seguì da casa; questo giunto ad un punto si fermò e si coricò per terra né mi venne appresso secondo il solito. Arrivai vicino alla Madonna alla distanza di un metro. Era vestita color celeste coi capelli già dalle spalle con due rossini sulle guance, alla mano sinistra aveva una cosa che non potei discernere bene. Allora non indugiai a dimandar la grazia della guarigione dal mal di stomaco che da sette mesi mi affliggeva né mi permetteva di attendere ai miei lavori. Pregai e mi sentii come dare un urto di gran vento contro la vita. Fu ciò il principio della guarigione che fra tre giorni ottenni perfetta.

Lo scrivente a questo punto fa osservare che dietro proprie informazioni sa che questa donna prima di questa visione era in uno stato deplorabile di salute, cosa per altro nota a chi la conosceva in Acqui. Ora poi la floridezza della salute è tale che meglio non può desiderarsi. Poi la medesima donna dice ed attesta che sentì dire queste parole provenienti da quella figura stessa che le era apparsa, ma più in alto: E' già molto che sto aspettando...dirai che mi facciano una Chiesa od una cappella, od almeno una capanna sul luogo dove mi mostrai la prima volta.

Si presenta quindi la teste Giovanna Barberis di Domenico moglie di Virginio Taramasco, la quale, interrogata sotto vincolo di giuramento, dice: sono andata sul luogo dell'apparizione e pregando insieme agli altri appunto nei primi giorni nei quali si cominciò a parlarne portando con me un piccolo ragazzo ammalato per la speranza di vederlo guarire, ho veduto anch'io una figura di Donna alla distanza di 60 passi circa come uscire dalla terra, vestita di color rosa alta circa un metro. Ciò vedendo volli accostarmi con premura e quando vi fui quasi vicino scomparve cangiandosi in un grosso cespuglio di rose. Dopo ciò lo scrivente interroga la donna se il suo figlio è guarito ed ella dice esclamando: Ah è sempre in uno stato che fa compassione. Ebbene abbiate confidenza nella Madonna...vedrete che anche voi otterrete quanto desiderate.

Si è poi presentato Bertolomeo Ivaldi fu Giovanni di Cavatore, padre del Giovannino di cui già si parlò sopra e proprietario del fondo dove ora sta erigendo una cappella, il quale dopo aver prestato giuramento, parla così: il giorno di S. Pietro sono andato al luogo dell'apparizione, ed essendo solo mi fermai ad osservare qua e là se potea vedere qualcosa anch'io. Io avea il mio cappello in testa né avea ancora pregato, quando ecco voltandomi indietro a sinistra rimasi stupefatto di vedere una figura di Donna colle braccia conserte. Mi parea che uscisse dalla terra, non vidi tutta la persona, ma il solo busto, cioè da mezza vita in su. Aveva la faccia giovanile e naturale coi capelli biondi giù dalle spalle; potei vedere bene perché ero vicino, sette od otto passi. Appena vidi mi levai subito il cappello, mi inginocchiai e scomparve.

Si presenta dopo l'Ivaldi, Francesco Govone fu Giovanni di anni 49 di Montechiaro ed attesta con giuramento prestato come d'uso, che essendo da due anni e mezzo cieco per gotta serena fece voto di visitare il luogo delle Apparizione avendone sentito un gran parlare nel suo paese. Vi si fece condurre di fatti sul principio dell'andante Luglio. Assistette a vari rosari e litanie che si recitavano sul luogo di giorno e di notte da molti accorrenti e prima di partire ottenne un gran miglioramento nella sua vita che si va sempre più fortificando a segno che vede tanto da poter andar dove vuole da se medesimo ed attendere ai suoi lavori di campagna.

Dopo questi, ecco che si accosta all'uffizio degli esami Nicola Peruzzo fu Gio. Battista nativo di Molare, domiciliato in Cavatore e conduce per mano il suo figlio Gio. Battista di cinque anni e dice: l'ultimo giorno di maggio io mi trovavo con questio mio figlio là ai Melazzini intorno alle ore 11 di notte dicevo il rosario cogli altri. Quando ecco questo ragazzo dice: Papà la vi è la Madonna e mi chiama colla mano. Io lo presi in braccio e mi accostai. Questo mio figlio la vedeva io però non ho veduto niente.

A questo punto il Parroco esaminatore interroga in modo adatto il piccolo Giò Battista in questo senso: Ma è proprio vero che hai veduto la Madonna? Risp. Sì. dom. Quando? Risp. Quando era notte. Dom. Ma non è vero, guarda che la gente dice che non è vero. Risp. Si che è vero! E' proprio vero. A la vista mi, granda, coma mi dentro la capanna. A questo punto essendo sopraggiunto una urgenza di partirsi ai due Fratelli testimoni dell'atto presente Beccaria Gio. Battista giudice conciliatore e Bartolomeo Beccaria io li ho autorizzati a dipartirsi lasciando però la loro firma come segue. (I due testimoni si sottoscrivono). Essendo partiti da questo luogo di esami li due testimoni dell'atto, le cui firme si vedono a calce delle deposizioni, si procedè alla nomina di due altri testimoni qui meco sottoscritti e si seguitò ad ammettere la deposizione di altri testimoni.

Viene appresso Rosa Rapetti di Tomaso di anni 18 e prestato giuramento come sopra, dice: Io ero assieme alla Massini Maria Antonia di cui già si è udita la deposizione ed ho veduto al piede della solita pianta una figura di donna: sembrava che avesse in capo una cappellina – i capelli non li ho veduti; la statura era normale, più grande di me di me: era vestita di nero. Poi dopo un'ora circa là tornai a vedere vestita di color celeste. L'ho veduta poi altre due volte, una volta vestita di rosso alta un metro circa, allora ho veduto la vita ma non la testa. La settimana passata poi, cioè il giorno 21 luglio l'ho veduta di statura normale, coi capelli giù dalle spalle vestita di bianco, sembrava avere in testa un velo blu spargentesi giù dalle spalle.

Si presenta Filomena Raineri sorella di Giovanna nominata di sopra in questi atti, di anni nove ed ammonita del gran male che sarebbe un giuramento falso, lo presta e poi dice: io ho veduto la Madonna il giorno di S. Pietro; prima non l'avevo mai veduta quantunque ci fosse andata molte volte, ma poi l'ho veduta e sono stata contenta. Era grande come me, i capelli giù dalle spalle, le vesti chiare, l'ho veduta tre volte: una volta sopra la capanna ove si fa la Cappella, l'altra volta dentro la capanna, vestita di scuro, e la terza volta ai piedi della castagna vestita di chiaro.

Si presenta Giuseppina Cazzulino di Giovanni di anni 16 nativa di Lussito, abitante nelle fini di Melazzo poco distante dal luogo dell'Apparizione, e prestato giuramento come d'uso dice, il giorno del Corpus Domini ho veduto una figura di Donna vestita di Rosso alla distanza di circa 60 metri, la sua statura era grande come me ed un po' meno. In capo aveva niente, i capelli neri e giù dalle spalle un poco ricciuti, le mani aveva pendenti giù dalla vita. Mi accostai ed accostandomi di mano in mano continuai a vederla, ma s'impiccioliva e giunta alla distanza di venti di venti passi circa, disparve. E' da notarsi che l'ho veduta anche il giorno 27 maggio alla sera. Allora era vestita di chiaro: poi l'ho veduta un'altra volta alla capanna vestita di bianco, aveva statura come me: capelli giù dalle spalle, ed intorno alla vita aveva una cintura nera.

(Nota del parroco esaminatore: viene celebrata la S. Messa).

Giunto a questo punto l'esame, mi viene annunziato essere di nuovo arrivata la Maria Antonia Massini proveniente dal luogo dell'apparizione distante da questa cappella di S. Bernardo settecento passi e domanda di presentarsi all'ufficio. Viene tosto ammessa e dice che ha una cosa da deporre di grande importanza. Ciò udito le ho proposto di nuovo il giuramento che porse come d'uso. Parlò in questo senso: prima di ritornare a casa voli ritornare al luogo delle Apparizioni e pregare ancora un poco: già questa mattina stessa prima di venir qui, ci ero passata ed avevo veduto ancora la Madonna. Ma adesso l'ho tornata a vedere là in fondo dove la vidi la prima volta e siccome mi chiamava colla mano, mi accostai e mi disse: la Cappella si faccia a nome di Santa Maria Maddalena, la cappella però sarà in custodia di Maria SS. La medesima aggiunse che non s'azzardava a ripresentarsi qui all'ufficio degli esami e che aveva intenzione di andarsene direttamente a casa, ma che le gambe non volevano portarla. Allora decise di venire a dire quanto sopra ed allora percorrendo la salita dal luogo dell'apparizione a S. Bernardo le pareva di fare nessuna fatica. Siccome questa nuova disposizione ha un'importanza speciale in tutti questi racconti e riveste una circostanza straordinaria, il Parroco esaminatore infrascritto ha creduto conveniente di invitare la Massini a firmare di propria mano la sua deposizione ed avendo detto che non sa scrivere, quantunque sappia leggere nella stampa, allora ciò udito le ha proposto di fare un segno di croce (Il manoscritto riporta il segno di croce di Maria Antonia Massini).

Si presenta quindi Pesce Caterina fu Battista abitante come persona di servizio in casa di Biale Maria, tutti di Cavatore, di anni 20. Interrogata come d'uso e prestato giuramento dice: ho veduto una figura di Donna, otto giorni fa, cioè domenica 23 luglio, vestita di color scuro, era dietro la capanna. Sembrava che fossero due persone che passeggiassero: andavano e venivano. Mi ci portai vicino a due passi di distanza inginocchiandomi sui gradini della capanna e la vedevo ugualmente. Ciò accadeva mentre dicevano il SS. Rosario.

Si presenta subito dopo la Pesce, Campario Caterina moglie di Guido Rinaldi d'anni 22 e prestato giuramento dice: io ero in compagnia della suddetta Pesce e nello stesso momento ho veduto anch'io una figura di donna che passeggiava dietro la capanna, andava su e giù. Era vestita di color celeste vivo, io ho veduto che aveva una cosa attorno alle spalle, parevano capelli, ma non lo posso dire: era distante circa 40 passi.

Si presenta Agnese Ivaldi moglie di Vincenzo Moretti di anni 51 e prestato giuramento dice: la seconda Festa di Pentecoste c'era tanta gente...mia figlia la vedeva e io non potevo veder niente quantunque avessi un gran desiderio e pregassi assai. Allora sentii un rumore confuso del popolo che diceva “E' là, è là” Io alzai gli occhi da quella parte, vicino alla castagna solita. Allora ho veduto la Madonna in alto, cioè, sorpassava la testa di quella gente. Fu un momento solo! Aveva una fascia...pareva una statua della Madonna come quelle che si portano in processione. Scomparendo pareva che si dileguasse come in un'ombra scura: là dentro la potei vedere ancora un momento per le spalle come di lato. Ricci Caterina di Antonio di anni 13 giura e dice: l'ultima sera di maggio intorno alla mezzanotte ho veduto come un'ombra in figura di Donna vestita di bianco. Sembrava una statua sopra un altare. A questo punto si accostano Pietro Rinaldi fu Lorenzo di anni 42 e Caterina Biale fu Gio Battista ambi di Cavatore. Invitati a prestar giuramento prima di parlare, dicono di aver veduto l'ultimo di maggio intorno alla mezzanotte mentre si diceva il Rosario uno splendore come di una statua della Madonna sopra un altare. C'erano più di 40 persone, l'hanno veduta tutti. Mentre la gente di accostarsi, l'altare e la statua scorreva più in là, e noi appresso! Molti gridavano: eccola là, eccola là. E così disparve dopo aver veduto bene per circa un minuto. Tutti ci partimmo contenti, persuasi come lo sono ancora adesso di aver veduto la Madonna SS.

Non essendosi più presentato nessuno per essere esaminato, si chiude il presente processo verbale coll'osservazione che ancora altri (ed è anche notorio) di aver veduto poco più poco meno, come hanno veduto gli altri testimoni di cui si sono registrate nel presente le deposizioni, ma siccome non si sono presentati, non potevano essere qui sentiti nelle loro deposizioni.

Si dichiara inoltre dall'infrascritto parroco delegato per i suestesi esami sapere per precedenti e privati esami che la Marcellina di cui al N. 1 vide la Madonna SS. (essa dice sempre la Madonna) altre volte; e che una volta avendo portato alla Capanna due mazzolini di fiori (margherite) la vide sulla solita pianta e che essendovisi accostata, perché la chiamava col cenno della mano le disse: portami un di quei due mazzolini...lo andò a prendere dalla Capanna e glielo portò. La Madonna prese in mano i fiori e disse: Oh! Questi mi piacciono! Detto questo restituì i fiori, e la Marcellina li riportò nella Cappella. Fu allora che le raccomandò di dire che le facciano almeno una capanna a segno che non le piova sul capo. Un'altra volta dice di averla veduta passeggiare su e giù (dalla capanna al pioppo) con un bastone in mano d'oro inargentato come ella dice (forse non sa nemmeno che cosa sia l'oro e l'argento!). Un'altra volta le disse: “quelli che non credono non vengano nemmeno qui, stiano a casa loro”! Tutte queste cose io infrascritto aggiungo per appendice agli esami suesposti perché aveane notizia da altri esami, né ho potuto fare nuove interrogazioni alla Marcellina perché appena finito il primo esame è andata per i fatti suoi.

Si è data quindi pubblica lettura di questo verbale ai testimoni i quali avendo riconosciuta la scrittura concordare col senso delle deposizioni fatte in dialetto del paese, si sono meco sottoscritti.

Fatto in Cavatore nella sagristia della Cappella di S. Bernardo questo giorno trentun Luglio milleottocento settantuno. Mignone Lorenzo – Testimone richiesto; Ivaldi Giacomo – Testimone richiesto; Galliano Alessandro – Teste; Baratta Giuseppe – Teste; Benzi Gio. Maria Arciprete di Cavatore.

Appendice

E' da notarsi che le persone che vengono citate come testimoni di vista in questo verbale sono tutte di buon conto. I ragazzi sono dei più buoni, le figlie, delle più stimate per le loro qualità morali.

E' a mia notizia che un pezzetto di legno del castagno su cui fu veduta la Madonna impedì ad una sonnambula in Acqui di dare i soliti responsi. A certa Giovanna Orio massaia nella cascina di un Ebreo nella regione Schiappadoglie, fini di Acque, che era stata a visitare il posto dell'Apparizione e ne aveva riportato un pezzetto di legno della suaccennata pianta e che teneva tuttora in saccoccia, la Magnetizzata con occhi bendati avrebbe detto: a voi non posso dir nulla...Siete stata in un posto!...Ed avendo ritentato una seconda volta, si ebbe la stessa risposta: ritiratevi...a voi non posso dir niente. Sarebbe il caso di dire che anche il Diavolo è buono testimonio.

Nota I°

Il lettore di questo verbale troverassi facilmente alquanto perplesso in vedendo un'apparente contraddizione nelle deposizioni. L'apparizione si presenta per lo più in due modi. La veste scura, capelli giù dalle spalle, questo sarebbe il modo di vestire di S. Maria Maddalena penitente. Si è pure veduta una figura vestita più gloriosamente...questa sarebbe la maniera di vestire che più compete alla gran Regina del Cielo. Ora prescindendo dalla seconda deposizione della Antonia Massini che venne in acconcio per togliere ogni dubbio: chi non sa che nulla implica che sia comparsa appunto S. Maddalena in compagni di Maria SS. che è la sua padrona, anzi Regina?

Ora questo è appunto il caso, i testimoni ora credono S. Maria Maddalena ed ora la stessa Madonna SS! E la teste segnata col n.10 ha veduto due figure insieme, essa dice, sembrava che fossero due persone che passeggiassero.

Nota II°

L'anno scorso si fecero grandi feste straordinarie in onore di S. Guido per il suo ottavo centenario. S. Guido era nativo di Melazzo e propriamente di Melazzini, caseggiato considerevole di cui ora resta solo il nome, essendo stato distrutto da un grande franamento di cui si vedono tuttora le tracce. Il suolo di Melazzini è disseminato di rottami di terracotta ad uso tegole di forma antichissima. Ciò presupposto chi dicesse che S. Guido volle fare al suo paese ed ai paesi limitrofi ed alla stessa Diocesi di cui è patrono principale questo gran regalo, ottenendo colle sue preghiere, quest'apparizione, chi dicesse ciò, qual motivo plausibile vi sarebbe di contraddirlo?

Nota III°

Di tutta la narrativa che sta nel verbale, se anche una sola minima parte è vera, chi non vede quanto meriti di essere presa in considerazione? Ora chi dicesse che nemmeno una minima parte possa esser vera, non so con qual nome si dovrà chiamare?

Nota IV°

L'ultimo giorno di Luglio e precisamente alla sera del giorno in cui si è redatto il verbale, la figlia del teste Galliano Alessandro, firmata appiè di questo atto, portò in braccio una sua nipotina di mesi 22 sul luogo dell'Apparizione. Vi erano presenti circa 15 persone: tra queste vi era Antonio M. Benzi, un usciere del tribunale di Acqui certo Dealessandris ed un negoziante pure di Acqui detto Giacinto, ed altri maggiori di età. Orbene: quella fanciullina che stava in braccio di sua zia, tanto fece che volle farsi mettere in terra. Appena deposta, ma che tutti la vedono, correva qua e là segnando colla mano e gridando in suo linguaggio: Oh la magna, ta bela! E con queste parole girava di qua e di là facendo conoscere agli astanti che vedeva e seguitava qualche persona che ne attirava gli sguardi e i passi. La zia poi interpretando le parole della balbettante nipotina disse che voleva significare: “Oh la bella zia, oh come ha la veste bella! “Il nome di questa ragazzina è Angelina Galliano di Pietro di Alessandro di Melazzo, e la sua zia che la portò in braccio, è Rosina Galliano di Alessandro.

Questo fatto che fu oggetto di ammirazione di tutti gli astanti, pare che dovrebbe porre il colmo a tutte le prove e far conchiudere che veramente l'affare descritto in queste pagine è qualcosa di grande il cui significato per ora è ignoto, ma che certamente un segnale...un avviso del Cielo. Intanto questo vi è già di certo, che grandi preghiere si fanno giornalmente sul luogo dell'apparizione – vi si prega da tutti. Pregano quelli che credono vera l'apparizione. E quelli ancora che vi vanno senza essere persuasi della verità di questa apparizione, prima di partire piegano il ginocchio e pregano anch'essi, né sono poi pentiti di esservi andati.

Ciò riesce certamente ad maiorem Dei gloriam.

Cavatore – questo giorno 11 agosto 1871 Benzi Giov. Maria Arciprete

Esame posteriore

Lì 26 agosto 1981

L'intervallo di quasi un mese non passò senza vantaggio di quanto venne scritto superiormente. Infatti lo infrascritto Parroco di Cavatore questa mattina verso le ore sette recatomi nel luogo delle apparizioni per vedere come vanno i lavori della Cappella che si sta costruendo nel luogo dell'Apparizione, che è già giunta al cornicione, vi trovai varie persone che pregavano avanti la capanna. Sentito che avevano cose interessanti da raccontare, addivenni in virtù della delegazione stessa fattami dal Mons. Vicario Capitolare, all'interrogatorio come segue:

  1. Luigia Scazzola nativa di Cassine, ora abitante in Acqui, moglie di Costa Giuseppe attesta quanto segue: “La mia figlia qui presente per nome Caterina di anni 18, afflitta da dieci anni da pustole e piaghe dolorose e profonde dalle quali è uscito marciume a secchie senza mai vedere miglioramento, perché chiusa una ne uscivano più altre in poco tempo, appena sentì parlare di questa apparizione, fece voto con me. Abbiamo supplicato per la grazia. In pochi giorni abbiamo constatato un miglioramento decisivo ed ora è guarita perfettamente senza aver usato altro rimedio che questo voto. Difatti, scopertasi il seno, furono dall'infrascritto vedute profonde cicatrici risanate che conterrebbero quali una noce, quali una mandorla! La madre poi disse: tale veduto lo stomaco, tale è tutto il corpo! La Scazzola madre e figlia sono concordi nell'affermare e credere che questa guarigione è un miracolo della Madonna.

  2. Ghiazza Vittoria moglie di Baldizzone di Terzo dice: “ho ricevuto una grazia grande nella persona di mia figlia Rosa di anni nove. Mi era restata paralitica di sei mesi, né mai potè andare. Era solo capace di muovere qualche passo stentatissimo appoggiata ad un bastone. L'ho portata qui in braccio la prima volta. La seconda volta è venuta a gambe col bastone, ma lo ha lasciato qui e siamo andati a casa benissimo! Adesso seguita ad andare da sé, ne ha più bisogno di bastoni se non c'è fango per la strada. Per rimedio non abbiamo usato altro che la preghiera in questo luogo. Di più continua la stessa Vittoria a deporre, di più ho avuto la grazia di vedere la madonna SS. E S. Maria Maddalena ed ecco come. Ho veduto la Madonna varie volte nella Capanna in abito di Lutto come la Madonna Addolorata, aveva un velo verdolino sul capo e per tre volte ho veduto solo la testa della Madonna. Il giorno di S. Bernardo l'ho veduta e vi era accanto anche S. Maria Maddalena. Questa teneva il capo appoggiato sulla spalla della Madonna e la guardava con faccia allegra: La Maddalena era vestita meglio della Madonna, cioè più gloriosamente ed aveva i capelli giù dalle spalle. Io ero molto vicina giacchè pregavo avanti la capanna. L'altra sera 24 agosto, ho veduto la madonna che si appoggiava col manto sopra una delle immagini che stanno nella Capanna.

  3. Pullacini Giuseppa di Melazzo vedova Ajmi abitante in Acqui dice: io avevo un dolore fisso nella schiena, ho vomitato sangue in marzo p.p. Mi sono fatta curare con poco successo. I medici dicono che sono tisica. Pochi giorni or sono ho di nuovo gettato sangue dalla bocca, mi sentivo un abbattimento di petto che mi opprimeva ed il mio dolore continuava sempre. Ho fatto voto di venire qui ed ho stentato molto ad arrivarvi. Ho pregato e poi ritornando a casa il dolore disparve e son guarita. E questo è un miracolo!

  4. Barchi Teresa nata a Ricci di Acqui dice: questo mio figlio di mesi 22 è caduto nel mese di Gennaio p.p. Dall'altezza di 4 e più metri, quindi mi si ammalò, gonfiò, divenne di color verdastro. I medici me lo hanno dato per disperato. La Pullacini Giuseppa di cui sopra, mi esortò a portarlo qui. In otto giorni l'ho portato due volte; ora sta molto meglio. Il colore è quasi naturale, la gonfiezza è scomparsa, mangia, dorme, queta. Io lo vedo un miracolo della Madonna! Stamattina incontrai il medico Silvanti e mi disse: come? E' ancora lì il fanciullo? Era meravigliato di vederlo ancora vivo!

    Vi sono ancora altre grazie da rimemorare, ma non essendo presenti quelli che le hanno ricevute, non istimo di farne parola.

    Cavatore lì 27 agosto 1871

    D. Benzi Giovanni Maria Arciprete